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Errori di ottimizzazione SEO


I cosiddetti fattori on-page sono tutti quei fattori di ranking che dipendono direttamente dal contenuto e dalla struttura delle pagine Web e del sito nel suo complesso.

Vediamo alcuni degli errori più frequenti nell'ottimizzazione SEO, dividendoli in quattro raggruppamenti principali:

  • i metatag, i markup strutturati, gli URL;
  • il testo della pagina;
  • le immagini;
  • i link e menù.

 

Metatag, markup e URL

 

Title tag e meta description non ottimizzate

Uno degli errori più frequenti è di scrivere in modo approssimativo il testo all'interno del tag title e della meta description.
Occorre invece sfruttare queste parti della pagina, sia per i motori di ricerca (per rendere rilevanti alcune keyword) sia per l'utente, perché generalmente questi elementi della pagina HTML vengono utilizzati sui risultati delle SERP, come titolo e snippet (descrizione).
Dalla qualità del titolo e della descrizione visualizzate sulla SERP può dipendere il CTR, cioè la percentuale di clic da parte degli utenti, e di conseguenza la quantità di traffico effettivo.


Tag title mancante

Un altro errore da evitare è quello di non inserire alcun testo nel title della pagina HTML.
In questo caso verrà assegnato di default il titolo "Untitled document" con tutte le conseguenze negative al livello del ranking.
Ricordiamo che il tag title è probabilmente il fattore on-page più rilevante.


Tag Title troppo corto o troppo lungo

Occorre prestare attenzione a non scrivere un testo troppo corto (ad esempio di uno o due parole), perché il titolo rappresenta un'occasione importante per far capire all'utente e allo spider di cosa parla la pagina.
Dall'altro lato è bene non inserire un testo troppo lungo: dovrebbe avere una lunghezza massima di 60-70 caratteri (secondo le raccomandazioni W3C non dovrebbe superare i 64 caratteri).
Inoltre non dobbiamo utilizzare oltre le 12 parole, perché - a quanto indicano diverse esperienze SEO - Google non leggerebbe oltre questo numero di parole contenute all'interno del tag title.


Meta description troppo breve o troppo lunga

Un discorso analogo a quanto fatto per il tag title vale per la meta description.
In questo caso la lunghezza massima non deve superare i 200 caratteri.
Dobbiamo infatti considerare che se scriviamo una description troppo lunga questa finirà per essere tagliata sulla SERP: l'utente apprezza maggiormente descrizioni complete ed esaurienti, rispetto a descrizioni tagliate a metà.


Tag title e meta description identici tra loro per più pagine

Qui abbiamo a che fare con un problema di contenuti duplicati, a cui Google presta grande attenzione.
Tramite Strumenti per Webmaster è possibile controllare, alle sezione Miglioramenti HTML, se sono presenti tag title e meta description identici per più pagine del sito.
Si tratta di una eventualità molto frequente nei casi in cui stiamo realizzando un sito con un CMS.


Markup scritti in modo errato

Quando inseriamo i dati strutturati (microdati, microformati, RDFa) è importante rispettare i protocolli dei markup che stiamo utilizzando.
Nel caso dei microdati il riferimento è il protocollo schema.org.
È possibile verificare la corretta scrittura dei markup tramite gli strumenti offerti da Google, con lo Strumento di test dei dati strutturati, e tramite lo strumento di Convalida Markup di Bing.


URL e nomi delle cartelle non ottimizzati

Un errore classico è quello di non porre attenzione alla scelta di un buon URL "parlante", che cioè contenga un testo significativo e comunicativo innanzitutto per lo spider.
Ciò è utile:

  • perché nell'URL lo spider potrà trovare alcune keyword rilevanti e interpretare meglio il tema della pagina;
  • perché grazie all'URL potrà comprendere meglio la struttura del sito (ad esempio le categorie e sottocategorie del sito).

Ma un URL “parlante” è utile anche per l'utente, perché dà la possibilità di intuire subito di cosa parla la pagina.
Gli URL delle pagine sono infatti presenti:

  • all'interno delle SERP
  • sulla barra degli indirizzi del browser.

 

Il testo della pagina

 

Testo troppo corto o poco significativo

Il primo errore, relativamente al contenuto vero e proprio della pagina, è quello di creare contenuti troppo corti e che presentano poche informazioni.
Google pone sempre più attenzione a questo aspetto: basti pensare agli effetti di Panda Update e alle penalizzazioni che hanno colpito siti che producevano in gran quantità articoli dal contenuto molto scarno (poche righe).


Testo senza intestazione h1

È molto importante per lo spider trovare nel testo il tag <h1>, che definisce il titolo del testo.


H1 non ottimizzato o sovraottimizzato

Occorre prestare attenzione anche alla scrittura stessa dell'intestazione in H1.
Il testo qui inserito deve essere significativo per l'utente e per lo spider: deve introdurre o presentare in modo chiaro il contenuto della pagina e allo stesso tempo contenere una o più keyword rilevanti.
Occorre però fare attenzione a non eccedere con l'ottimizzazione, ad esempio utilizzando più volte la stessa parola chiave (Keyword stuffing) o scrivendo un titolo in H1 identico al testo tag title e alla meta description. In tal caso potremmo incorrere anche in una penalizzazione per sovraottimizzazione.


Più H1 nella stessa pagina

Secondo le raccomandazioni W3C ogni pagina HTML deve contenere un unico H1.
Utilizzare più H1 non comporta alcun problema grafico, a livello visibile, ma viene valutato in modo negativo dagli spider.


Mancato utilizzo dei tag h2, h3, ecc

Dal momento che lo spider pone grande attenzione agli elementi di intestazione, è consigliabile utilizzare, per l'introduzione, la descrizione, i sottotitoli del testo gli altri tag di intestazione, a partire da H2 e H3, anziché il tag <p> che si riferisce ai normali paragrafi.


Utilizzo eccessivo dei tag di intestazione h2, h3, ecc

Allo stesso tempo è importante non eccedere con l'inserimento di i tag di intestazione, soprattutto dei tag H2 e H3.
Dovremo racchiudere qui solo parti rilevanti del testo, come introduzioni, descrizioni iniziali o sottotitoli. Il consiglio è però di non utilizzarli più di tre o quattro volte nella stessa pagina.


Uso eccessivo dei tag di enfatizzazione e formattazione

Possiamo sfruttare gli elementi in grassetto, corsivo o sottolineato per rafforzare il peso di determinate keyword, ma è importante utilizzarli in modo equilibrato, senza eccessi. Questo, al contrario, provocherebbe un peggioramento della qualità di lettura dell'utente, ma desterebbe anche sospetti di sovraottimizzazione da parte del motore di ricerca.
È importante utilizzare i tag <strong> (per il grassetto) e il tag <em> (per il corsivo) solo per elementi rilevanti e solo se hanno senso per la lettura da parte dell'utente.


Contenuti caricati in Iframe

L'utilizzo degli iframe è sconsigliato apertamente da Google, quantomeno a livello dell'ottimizzazione della pagina.
Il consiglio che fornisce Google è quello di aggiungere, in questi casi, anche la versione in html che può essere così scansionata correttamente dallo spider.

 

Le immagini

 

Immagini senza alt text

Quando inseriamo un'immagine all'interno di una pagina HTML vi sono due attributi obbligatori:

  • src - per definire l'URL dell'immagine
  • alt - per un testo alternativo dell'immagine.

L'alt text viene letto con grande attenzione dallo spider e si tratta senza dubbio di uno dei segnali on-page più rilevanti per il ranking di una pagina.
Senza dimenticare il fatto che viene utilizzato per definire il posizionamento su Google Immagini.
Prestiamo pertanto grande attenzione all'inserimento di un testo ottimizzato all'interno di questo attributo.


Alt text non ottimizzato o sovraottimizzato

Uno degli errori più comuni è quello di sottovalutare questo elemento, e pertanto spesso non lo si sfrutta per inserire un testo significativo e che possa contenere una keyword rilevante per la pagina.
Allo stesso tempo non dobbiamo forzare l'inserimento di parole chiave, per non incorrere in penalizzazioni per sovraottimizzazione o keyword stuffing.


Alt text identici per molte immagini nella stessa pagina

Per lo spider l'alt text deve essere significativo per descrivere innanzitutto l'immagine, e non solo la pagina nella quale si trova.
È preferibile variare maggiormente l'alt text delle diverse immagini, cercando di ottimizzarle per altre parole chiave che possano essere rilevanti, e non solamente per un'unica parola chiave. Questo evita, tra l'altro, anche il rischio di sovraottimizzazione.

 

I link e i menu

 

Link con ancor text non ottimizzati

Occore fare attenzione a non sottovalutare il testo inserito nell'ancora di un link, che rappresenta un importante fattore on-page, sia per la pagina di destinazione, sia per la pagina in cui il link si trova.
Occorre pertanto scegliere un'ancora che sia significativa, rispetto alla keyword della pagina a cui linkiamo ma anche, se possibile, rispetto alla keyword per cui stiamo ottimizzando la pagina stessa in cui si trova il link.
Link come "clicca qui", "leggi qui" sono pertanto da evitare, quando possibile, perché rappresentano un'occasione per ottimizzare maggiormente la pagina per determinate parole chiave.


Link rotti

I cosiddetti link rotti o broken link sono link errati o che conducono a pagine non esistenti.
Questo può avvenire per errore di inserimento dell'URL nell'attributo href del tag <a> o ad esempio perché la pagina di destinazione ha cambiato indirizzo.
Questo problema va ad influenzare chiaramente l'esperienza di navigazione dell'utente, ma viene considerato come un elemento qualitativamente rilevante anche dallo spider.


Eccesso di link

È importante evitare un utilizzo eccessivo e non utile per gli utenti di link a pagine interne o esterne. Ogni link deve rappresentare una risorsa innanzitutto per l'utente, rispetto alla pagina nella quale si trova.


Link costruiti solo con immagini e JavaScript

Gli spider preferiscono i link nella forma testuale, rispetto a link costruiti tramite le immagini o JavaScript.
Google ha migliorato moltissimo la capacità di seguire questi tipi di link, mentre gran parte degli altri motori di ricerca riscontrano ancora notevoli difficoltà.
Google stesso, però, consiglia di utilizzare il più possibile link nella forma testuale, anziché tramite immagini o JavaScript.
Questo ovviamente vale anche per la costruzione dei menù.


Creazione di menu in Flash

Molti Webmaster utilizzano Flash per creare menu più spettacolari o con particolari effetti grafici.
Se questo è vero dal lato utente, occorre segnalare che gli spider in genere non riescono a seguire i link negli oggetti Flash, e questo di fatto impedisce allo spider di accedere tramite quei link alle pagine interne del sito.
La soluzione migliore, a livello di linguaggio di programmazione, è quello di sfruttare il più possibile i CSS, in abbinamento all'HTML.

seocenter.it
RIPRODUZIONE RISERVATA


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