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Google Panda


Nel febbraio 2011 Google ha introdotto un nuovo algoritmo, chiamato Google Panda, con l'obiettivo di ripulire le SERP dai siti di poco valore e soprattutto colpire le cosiddette content farm, quei siti che producono contenuti in gran quantità, senza considerare la qualità, per attirare più traffico possibile e sfruttarlo economicamente tramite gli annunci pubblicitari (ad esempio tramite i banner di Google Adsense).

Dal 2011 ad oggi, Panda ha visto una serie di aggiornamenti minori e alcuni aggiornamenti maggiori.

Panda e le oscillazioni sulle SERP

Con il lancio di Panda nel 2011, secondo diverse stime, furono colpiti il 12% delle query in inglese, e tra il 6 e il 9% delle query in italiano.
Ad ogni rilascio di un aggiornamento di Panda si assiste a modifiche più o meno importanti della SERP con alcuni siti che perdono molte posizioni (e pertanto molto traffico) e siti che invece si avvantaggiano della situazione.
Sul blog di Search Metrics, nei giorni successivi al rilascio di Google Panda 4 negli Stati Uniti, viene riportato un elenco con i siti che sono stati maggiormente colpiti da questo aggiornamento algoritmico e siti che invece risultano essersene avvantaggiati.

Penalizzazioni Google Panda
Tra i siti colpiti notiamo anche siti importanti come ask.com e ebay.com.
Secondo Marcus Tober, il fondatore di Search Metrics, con Panda 4.0 Google ha colpito molti siti aggregatori, siti che aggregano contenuti provenienti da siti esterni, per esempio nell'area dei coupon, delle news (soprattutto news relative al gossip o sulle celebrità), nell'area dei software, nell'area dei siti di comparazione dei prezzi, e anche alcuni forum e portali meteo.
Molti di questi siti sono accomunati dalla presenza massiccia di annunci pubblicitari, rispetto ai contenuti spesso poco rilevanti.

Ma cos'è e come funziona Panda?

Panda è un algoritmo di ranking, cioè un algoritmo che va a rimescolare le SERP in base ad alcuni criteri di qualità.
Come afferma Google stesso nel 2011, con il lancio di Panda: "Il nostro ultimo update è pensato per ridurre il ranking dei siti di scarsa qualità, quindi la cosa fondamentale per i webmaster è assicurarsi che i loro siti abbiano la più alta qualità possibile. Noi esaminiamo diversi fattori per individuare i siti di bassa qualità. Tenete a mente che le persone che cercano in Google tipicamente non vogliono trovare contenuti superficiali o scritti male, contenuti copiati da altri siti o informazioni inutili. Inoltre, è importante che i webmaster sappiano che i contenuti di bassa qualità su una parte del sito possono impattare sul posizionamento di tutto il sito".

Quest'ultima frase è significativa, perché da quanto afferma Google una penalizzazione dovuta a Panda può colpire non solo una pagina ma il sito nel suo complesso.

Come fa Panda a valutare la qualità di un sito?

Grazie ad un'intervista interessante su wired.com a Amit Singhal e Matt Cutts sul lancio di Panda e i suoi riflessi, possiamo trarre alcune indicazioni.
Qui si afferma che si parte da una valutazione qualitativa eseguita da tester esterni, quindi umani e non algoritmi, che devono rispondere ad un set di domande molto rigorose per definire la qualità di un sito.
Ma che tipo di domande?
Amit Singhal fa alcuni esempi di domande poste ai tester: "ti fideresti a dare il tuo numero di carta di credito a questo sito?"; "ti fideresti a dare le medicine prescritte da questo sito ai tuoi figli?". Matt Cutts aggiunge altri tipi di domande, come: "consideri autorevole questo sito?"; "Sarebbe ok se questo sito fosse una rivista?"; "Questo sito ha un numero eccessivo di annunci?"

Come notiamo non sono solo domande che riguardano aspetti tecnici, ma anche fattori emozionali, quindi giudizi puramente umani.
Google non ha mai comunicato qual è veramente questo set di domande, ma possiamo farcene un'idea dall'elenco di domande ritroviamo in un post sul blog di Google (post scritto dallo stesso Amit Singhal).
Elenchiamo alcune delle 23 domande, perché rappresentano uno spunto per capire come Google cerca di valutare siti di poco valore e siti di qualità:

  • Ti fideresti dell'informazione presentata in questo articolo?
  • Questo articolo è scritto da un esperto o un appassionato che conosce bene l'argomento, o è più un superficiale di natura?
  • Il sito ha articoli duplicati, sovrapposti o ridondanti sullo stesso argomento o argomenti simili con solo delle leggere variazioni di parole chiave?
  • Sareste tranquilli nel fornire le informazioni della tua carta di credito a questo sito?
  • Questo sito contiene errori ortografici, stilistici o di contenuto?
  • Gli argomenti sono basati sugli interessi reali dei lettori del sito, o il sito genera contenuti per cercare di individuare quello che potrebbe posizionarlo meglio sui motori di ricerca?
  • L'articolo fornisce contenuti o informazioni originali, rapporti originali, ricerche originali o analisi originali?
  • La pagina fornisce un valore sostanziale se comparato con altre pagine nei motori di ricerca?
  • Quanto è stato controllata la qualità di un contenuto?
  • Il sito è riconosciuto un'autorità sull'argomento?
  • È questo tipo di pagina che aggiungeresti nei preferiti, condividereste con gli amici o la raccomandereste?
  • L'articolo ha un'eccessiva quantità di annunci che distraggono o che interferiscono con il contenuto della pagina?

Queste sono alcune delle domande che ci possono far intuire come Google ragiona per valutare la qualità di un sito.
In base alle valutazioni dei tester esterni si crea una classificazione dei siti ritenuti buoni e quelli ritenuti cattivi, su cui si basa poi l'algoritmo per valutare tutti gli altri siti nel Web, che non possono ovviamente essere vagliati uno per uno manualmente.


Panda e SEO

Dalle domande che abbiamo visto, ma anche dall'esperienza dei siti Web maggiormente colpiti da Panda in questi anni, possiamo individuare alcune "regole" per evitare di essere penalizzati da un update di Panda e al contrario cercare di avvantaggiarsene.

Troppa pubblicità e banner
Questo è uno degli aspetti più importanti. Panda ha colpito e colpisce soprattutto quei siti che contengono un numero eccessivo di pubblicità, come ad esempio banner di Adsense, anche all'interno del testo, rispetto al contenuto.
In particolare è importante che nella parte cosiddetta above the fold, cioè la prima parte visibile di un sito, vi siano soprattutto i contenuti, le informazioni.
Al contrario, è una situazione rischiosa occupare la parte above the fold del sito con banner e pubblicità varie, con l'utente costretto, per leggere i contenuti, a scrollare verso la parte sottostante della pagina.

Contenuti duplicati
E' importante che i contenuti delle pagine siano unici e originali. Come visto, tra i siti maggiormente colpiti abbiamo quasi sempre gli aggregatori di notizie, perché utilizzano contenuti duplicati e copiati da altri siti Web.

Pagine troppo "leggere", con poco contenuto
Gli update di Panda prendono di mira le pagine con poco contenuto, soprattutto se contemporaneamente vi è un'alta presenza di pubblicità.

Bounce Rate (frequenza di rimbalzo)
Tra i parametri che Panda prende in considerazione c'è il comportamento degli utenti, in particolare il tasso di rimbalzo, cioè di uscita dal sito dopo che l'utente è entrato sulla pagina, oltre a valori come il tempo di permanenza.
Questo serve a Panda per valutare l'utilità o meno di un articolo: per contenuti interessanti è improbabile che l'utente vi rimanga solo pochissimi istanti; la cosa diventa più probabile per siti con poco contenuto e molti annunci pubblicitari.

Testi troppo ottimizzati
Panda non apprezza pagine sovraottimizzate, create appositamente per intercettare il traffico di determinate query.

Usabilità del sito Web
Come hanno evidenziato gli effetti di molti update, Panda colpisce più frequentemente siti lenti, dalla struttura interna confusa, costruita male a livello di codice, con layout grafici pessimi.
Curare il layout e la struttura del sito è fondamentale non solo per gli effetti che ha sull'esperienza dell'utente (minore tasso di rimbalzo, maggiore tempo di permanenza, maggiore ritorno, maggiore conversione) ma sulla valutazione che Google fa del sito. Di conseguenza ha effetti anche sul ranking finale delle pagine.

Autorevolezza e reputazione del sito
Uno dei fattori che Panda prende in considerazione è l'autorevolezza che il sito ha per determinati argomenti. Maggiore è l'autorevolezza minore sarà la probabilità di essere colpiti dalle penalizzazioni di Panda.

Condivisione dei contenuti
Tra i fattori, o meglio, i segnali che Panda prende in considerazione, c'è anche il livello di condivisione dei contenuti, ottenuta tramite i social network o i siti web (backlink).
Avere un buon numero di condivisioni e backlink rappresenta per Panda un segnale che il contenuto è da considerarsi utile e di qualità.

Il caso eBay

Parlando dei siti colpiti da Panda 4.0, abbiamo accennato come tra i siti maggiormente coinvolti dalle penalizzazione vi sia stato anche il sito di eBay.
È interessante l'analisi fatta da Larry Kim su Wordstream nei giorni seguenti, nel maggio 2014.
Secondo Larry Kim molte pagine di eBay sono caratterizzate da elementi che contribuiscono a potenziali penalizzazione di Panda: pagine con poco contenuto, un numero molto alto di annunci, centinaia di link che con anchor text fortemente ottimizzati.

Le penalizzazioni di Panda

Come fa notare Danny Sullivan in un post pubblicato su Search Engine Land Panda opera sul posizionamento dei siti Web a ondate. Cosa significa?
Ogni update di Panda - da quelli minori a quelli maggiori - viene introdotto manualmente da Google, come se fosse un enorme filtro con il quale eliminare tutte le pagine che si ritiene di scarso valore.
Questo ha una conseguenza pratica, nei casi in cui si ritiene di essere stati penalizzati da un update di Panda.
Come scrive Sullivan, "per chiunque è stato colpito da Panda, è importante capire che i cambiamenti che abbiamo apportato non avranno effetti immediati".
Se cioè avremo modificato il sito o le pagine colpite da Panda per risalire le posizioni sulla SERP (ad esempio riducendo il numero di annunci e migliorando la qualità del contenuto), potremmo non vedere effetti per alcune settimane o mesi.
Il perché lo spiega Sullivan: "Per esempio, se hai iniziato ad apportare miglioramenti al tuo sito il giorno dopo che è stato introdotto Panda 1.0 (ndr il 24 febbraio 2011), nessuno di questi sarebbe stato registrato per riportarti nelle grazie di Google fino a che fosse stato assegnato il successivo punteggio di Panda - che non era prima all'incirca dell'11 aprile".
Come fa notare, se un sito è stato colpito da Panda, dovremmo attendere anche quattro-sei settimane prima che i nostri miglioramenti al sito vengano registrati da Google con un nuovo update di Panda, quindi con una nuova gigantesca opera di filtraggio dei siti buoni e siti cattivi.

seocenter.it
RIPRODUZIONE RISERVATA


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